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In costruzione



Dal 16 Ottobre 2015 al 17 Luglio 2016             
MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO

EGITTO. Splendore Millenario
ORARI DI APERTURA DELLA MOSTRA
- dal martedì al giovedi dalle 9:00 alle 18:30
- venerdi dalle 9:00 alle 22:00
- sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 18:30   


Mostra "Guido Reni e i Carracci" a Palazzo Fava
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PERCORSI GUIDATI DEDALO

ALLA SCOPERTA DEL SEICENTO BOLOGNESE

Accompagnati da storici dell’arte 

 si può parlare di “ di una straordinaria epoca che vide le chiese, gli oratori e i  palazzi cittadini riempirsi di affreschi e tele per creare “ l’universo barocco del sorprendente, dell’iperbolico, della ricchezza e del fasto” (Cesare Gnudi).

All’occhio concreto dell’arte del Nord l’arte barocca italiana, anche nella declinazione classicista, contrapponeva  l’illusionismo prospettico, la teatralità, l’intellettualistico concetto di equilibrio tra Natura e Idea. 

PERCORSI GUIDATI


ITINERARIO N. 1

-         Visita all’Oratorio di San Colombano: affreschi sul tema della Passione di Cristo, eseguiti intorno al 1600, che consentono di conoscere gli esordi di sette artisti fondamentali per la pittura bolognese del Seicento, tra i quali Guido Reni, Domenichino, Francesco Albani..; visita a Palazzo Pepoli Campogrande, edificato nel  1653, dove Domenico Maria Canuti nel Salone d’onore del piano nobile realizza il grandioso affresco raffigurante “Apoteosi di Ercole nell’Olimpo” (1669). 

ITINERARIO N. 2

-         Visita a Palazzo d’Accursio:  per quattro secoli vi fu ubicato al secondo piano,  a cui si accede dalla scala cordonata progettata dal Bramante, l’appartamento del Cardinal Legato. La Sala Regia (detta Sala Farnese) presenta un grandioso ciclo di affreschi con episodi di storia della città commissionati dal Cardinal Girolamo Farnese agli artisti dell’Accademia bolognese guidati da Carlo Cignani.  Visita alle Collezioni Comunali d’Arte e agli ambienti che le ospitano che conservano numerose testimonianze di decorazioni e dipinti del Seicento, tra i quali il Ritratto di Gonfaloniere di Artemisia Gentileschi

ITINERARIO N. 3 

Visita alla Pinacoteca Nazionale, in particolare alle Sale dedicate a Guido Reni e Guercino, Domenichino e Francesco  Albani… i grandi maestri della “golden age” cittadina,

     Visita  a Palazzo Albergati (Zola Predosa):  “uno dei più belli e grandi d’Italia, in vero da monarca” (M. Oretti), fu edificato nella seconda metà del Seicento  su committenza del marchese Girolamo  Albergati. All’interno  la straordinaria invenzione barocca del salone del piano nobile, una sorta di “cortile d’onore” coperto, ornato da trionfi in stucco.  Quasi tutti affrescati sono anche gli ambienti del piano nobile, realizzati da Angelo Michele Colonna  con raffigurazioni mitologiche e grandiosi apparati prospettici

 (1665-1666).



ITINERARIO 4
Passeggiata in via dell'indipendenza

Via dell’Indipendenza risulto’ dalla fusione di quattro tronchi: il Canton dei Fiori, piazza San Pietro, via Malcontenti e via della Maddalena. Chi ci rimise piu’ di tutti fu la cattredale che rimase sacrificata in prospettiva, mentre i grandi edifici che si allineavano da via del Monte in giu’ assunsero un’aria torpida ed eclettica, che e’ tutto il contrario dell’eleganza. Ma la funzione di collegamento rimane validissima, anche se si e’ fatto di tutto per snaturarla, aggiungendo danno a danno. La parte interessante dell’arteria e’ quella iniziale, non inquinata dall’ordito di cotto, bifore e ogive false falsissime che distingue la parte nuova: palazzo Scappi, per quanto passi inosservato, e’ uno dei piu’ singolari prodotti dell’architettura bolognese (Terribilia, Triachini, Tibaldi se lo contendono), con cinque ordini di finestre, incluse quelle del sottoportico. Questi Scappi doveva o tutta la loro fortuna a Bartolomeo, cuoco segreto di Pio V dette per primo alle stampe un trattato di gastronomia. Curiosa e’ anche la palazzina Majani, in stile classico floreale, disegnata da Sezanne nel 1908. Gia’ caffe’ rinomato della Bologna colta ed ora sede di un istituto bancario. Passato pure nel vortice bancario un altro caffe’ famoso che stava all’angolo con via Altabella, il San Pietro , di origini addirittura secentesche, noto agli affezionati per le sue “colazioni alla forchetta” e le “scelte melodie di un abile concerto” i suoi divani rossi e le pitture di Ferruccio Scandellari. L’albergo Baglioni (ora Grand Hotel Majestic), con il ristorante Carracci, comprende i locali del vecchio seminario arcivescovile, nato sulle rovine della casa e della torre degli Ariosti e parte del palazzo Fava in angolo con via Manzoni. Di fronte sorgeva la sede della Banca del Monte di Bologna e Ravenna che rappresenta la continuita’ storica del Mons Pietatis Bononiensis, autorizzato con provvisione del 22 aprile 1473.
La cattedrale di San Pietro data dal 1019, ma distrutta da un grosso incendio e dal terremoto del 1222, venne ricostruita nel XIII secolo e ampiamente ristrutturata nel 1575 da Domenico Tibaldi: il presbiterio venne sistemato a croce greca con la cupola e le absidi laterali, schema a tre navate. I leoni che decoravano la porta dei Leoni in via Altabella oggi sorreggono le acquasantiere, Ludovico Carracci ha dipinto una Annunciazione che si trova nel lunettone dell’altar maggiore. La cripta contiene alcune reliquie dei ss.Vitale e Agricola, oltre un gruppo in terracotta di Alfonso Lombardi che ha molti punti di contatto con il Compianto di Nicolo’ dell’Arca. La cattedrale di San Pietro data dal 1019, ma distrutta da un grosso incendio e dal terremoto del 1222, venne ricostruita nel XIII secolo e ampiamente ristrutturata nel 1575 da Domenico Tibaldi: il presbiterio venne sistemato a croce greca con la cupola e le absidi laterali, schema a tre navate. I leoni che decoravano la porta dei Leoni in via Altabella oggi sorreggono le acquasantiere, Ludovico Carracci ha dipinto una Annunciazione che si trova nel lunettone dell’altar maggiore. La cripta contiene alcune reliquie dei ss.Vitale e Agricola, oltre un gruppo in terracotta di Alfonso Lombardi che ha molti punti di contatto con il Compianto di Nicolo’ dell’Arca. La facciata come la vediamo oggi’ e di Alfonso Torreggiani. La prima domenica di maggio la Beata Vergine di San Luca scende dal colle ed e’ posta sull’altar maggiore. Bello e’ anche il campanile, opera di Alberto Bolognese.

Davanti al monumento di Giuseppe Garibaldi dello scultore Arnaldo Zocchi si apre – ma e’ solo un modo di dire – l’Arena del Sole, da un’idea di Pietro Bonini che puntava ad un pubblico di sartine, artigiani, tabacchine, facchini e non meglio identificati avventori, tutti vispi e rumorosi. Nel 1816 la compagnia Consoli vi recita La forza dell’amicizia contro il cavaliere Nero, ossia gli amorosi equivoci della Mora vecchia e sorda con gran combattimento contro i mori. “Lo spettacolo – dicono le locandine – sara’ chiuso da una tragedia, tutta da ridere”. Il 28 agosto 1848, ad austriaci cacciati, Agamennone Zappoli mette in scena La memorabile vittoria dell’VIII agosto sulla Montagnola, ovvero il trionfo del popolo bolognese contro i barbari tedeschi. Se la passano male le comparse in divisa da austriaci. All’Arena hanno recitato quasi tutti, da Amleto Novelli alle sorelle Gramatica, da Tatiana Pavlova a Marta Abba. Non altrettanto validi i restauri: dal primo del 1888 al secondo del 1935, dal terzo del ’50 a quello odierno di cui non si vede la fine dopo la fuoriuscita di una quarantina di miliardi, l’Arena del Sole, se non tramonta mai, necessariamente non puo’ risorgere. Un cafe’-chantant che fece epoca in via dell’Indipendenza fu l’Eden Kursaal (gennaio 1899): una vasta sala rettangolare, con una ringhiera che girava torno torno per i tre lati e il palcoscenico nel fondo. Ristorante al primo piano con sale per banchetti, da giuoco, da conversazione e qualsiasi altro conforto per sibariti. La francese Rosa Belmont e la spagnola Pepita Raquel mieterono straordinario successo, seguite da Emilia Persico, Pina Ciotti, Maria Campi (la donna che invento’ la mossa) Cléo de Merode e la Belle Otèro. Fra gli uomini si ricordano Gino Franzi (Profumi e balocchi) Maldacea, Petrolini, Pasquariello e Gabre’. Le cose andavano cosi’ bene che nacque un altro locale, l’ Apollo, con Titina Castagna, Spadaro, Lydia Johnson: l’Eden fu costretto alla chiusura(oggi locale prestigioso). La strada termina con un monumentale portico e le grandi scale d’accesso alla Montagnola.



















 
 
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